Da quando lo scorso febbraio è scaduto il brevetto per la sinterizzazione laser selettiva (SLS) - la tecnologia di stampa 3D inventata alla University of Texas di Austin nel 1984 - tutti sapevamo che la gara per renderla accessibile a tutti sarebbe iniziata. Forse, però, non immaginavamo che sarebbe partita proprio dall'Italia. ShareBot, il principale produttore italiano di stampanti 3D desktop FDM, ci ha infatti rivelato in anteprima di aver completato la fase di ricerca e sviluppo per Project Snowhite, che potrebbe diventare la prima stampante 3D SLS ad arrivare sul mercato a un costo inferiore ai 20.000 euro, cioè meno di un decimo del prezzo del più accessibile tra i sistemi professionali oggi disponibili.

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ShareBot non ci ha solo rivelato di averla costruita, ce l'ha proprio mostrata, anche se solo di sfuggita. La stampante 3D, nota per il momento solo con il nome in codice Project Snowhite, è già completa e funziona: i nanetti che vedete in questa foto sono stati prodotti mediante sinterizzazione laser e la versione definitiva verrà mostrata in anteprima globale al prossimo 3D Printshow, che si terrà a Londra tra meno di tre settimane (il 4 settembre).

Il processo di Selective Laser Sintering (SLS), cioè la sinterizzazione laser selettiva è tra i più avanzati processi di stampa 3D industriali che esistono oggi. Sinterizzare significa fondere solo gli strati esterni dei granelli di polvere termoplastica, senza fonderli completamente, in modo che si attacchino tra loro per formare gli oggetti. Per farlo occorre calibrare il laser molto accuratamente all'interno di una camera sigillata in cui la temperatura è controllata con estrema precisione.

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La tecnologia SLS è stata inventata e brevettata dal Dr. Carl Deckard e dal suo academic adviser, il Dr. Joe Beaman, nel 1984, nell’ambito di un progetto sponsorizzato dalla DARPA, l’agenzia militare americana che si occupa di progetti di ricerca avanzati. Nel processo di stampa 3D via SLS, una piattaforma (la “build platform”) stende uno strato di polveri e lo riscalda portandolo appena sotto il punto di scioglimento. Le polveri vengono poi investite da un raggio laser ad alta intensità (come quello in base di anidride carbonica usato nella SLA) che le sinterizza, andando a formare lo strato orizzontale dell’oggetto che si vuole costruire. A questo punto la piattaforma stende un’altro strato e così via fino a quando l’oggetto viene completato. Oltre a non richiedere supporti (visto che le sporgenze dell’oggetto si appoggiano sulle polveri non sinterizzate), la sinterizzazione delle particelle, permette, rispetto alla fusione completa, di risparmiare tempo e costi rispetto ad altre tecnologie, senza sacrificare troppo le proprietà tecniche dei materiali.

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Questi includono diversi tipi di tecnopolimeri, tra cui sopratutto il nylon (sia puro che mescolato con fibre di vetro o di carbonio) e il polystyrene. Come gli altri principali produttori di stampanti 3D SLS industriali, 3D Systems ed EOS, ShareBot ha sviluppato e produrrà i propri materiali, già calibrati per funzionare al meglio con la propria tecnologia.

Dopo i primi risultati del progetto Open SLS la gara per portare sul mercato una stampante SLS a un costo accessibile si sta intensificando. Proprio in questi giorni la start-up inglese Norge ha annunciato un'altro doppio progetto di SLS low-cost, la Norge Ice 1 e la Norge Ice 9. L'obietto della start-up, fondata da tre italiani, è finanziare il progetto via Kickstarter per essere in grado di lanciare i due sistemi rispettivamente a 7.500 e 13.500 sterline, uscendo sul mercato entro il terzo trimestre del 2015.

Il sistema di ShareBot non necessiterà di crowd-funding. Il prototipo è già stato completato e l'azienda, leader in Italia per la produzione di stampanti FDM (NG e Kiwi 3D), dispone già delle risorse necessarie per avviare la produzione, tanto che Project Snowhite potrebbe essere commercialmente disponibile all'inizio del 2015. Non c'è dubbio che - adesso che la gara è ufficialmente iniziata - altri progetti potrebbero essere resi pubblici ma difficilmente riusciranno a chiudere il gap.

L'era dell'SLS per tutti è alle porte e aprirà nuovi scenari - fino a poco tempo fa inimmaginabili - per il mondo della stampa 3D e di tutta la piccola produzione industriale.